Velocità

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La velocità e’ una grandezza di notevole rilevanza scientifica, in particolare nella fisica. E’ il risultato di una semplice ed intuitiva operazione di divisione tra lo spazio e il tempo. Allo stesso modo, il concetto di velocità ha un valore latente nella società contemporanea, ben oltre la sua mera grandezza scientifica. Esso misura il progresso sociale ed economico. Quando parliamo di velocità, infatti, dibattiamo di un elemento cardine della società e del pensare contemporaneo. Oggi essere veloci e’ la normalità. Pensare come se ci trovassimo su Twitter, lavorare in multitasking, comunicare come e tramite chat. Le analogie con il mondo digitale potrebbero proseguire a lungo.

Così come un prodotto tecnologico o una connessione al web non possano essere lenti, noi non possiamo permetterci esitazioni, la lentezza è uno stigma. Siamo inebriati da ciò che è istantaneo. La velocità e’ diventata una qualita’, una connotazione necessaria, che permea molteplici aspetti del nostro vivere. Produrre velocemente, risultati, dati, idee, prodotti e’ indispensabile. Un individuo, come del resto un qualsiasi articolo digitale, non può’ essere lento. Pochi professionisti, pochi uomini, pochi strumenti, possono permettersi di essere lenti. La velocità e’ diventato un connotato del quotidiano, non si può’ rallentare, non si deve rallentare.

Pensi che essere veloci, nel fare come nel pensare, sia una qualità?

La velocità aumenta, più essa aumenta e più mi convinco che questa ricerca, questo affanno, non abbia solo ragioni economiche o culturali, ma forti tinte psicologiche. La continua ricerca di velocità è una manifestazione della nostra impotenza nei confronti del tempo. Se da un lato, riusciamo a controllare lo spazio. Lo modifichiamo ogni giorno, lo rendiamo nostro. Spostiamo oggetti, costruiamo edifici. Dall’altro, il tempo è l’unica cosa che ci sfugge.

Così cadiamo nel trabocchetto del nostro ego, il quale incapace di controllare il tempo, ci spinge a fare e a disfare con ritmi sempre più incalzanti. Perchè il tempo non è mai abbastanza, esso avanza incurante senza di noi. Non siamo più abituati ad aspettare, non coltiviamo la pazienza. Andiamo veloci perchè cerchiamo di guadagnare secondi, minuti, sebbene sia impossibile. Siamo ossessionati dall’inevitabile scorrere del tempo. L’unico modo che abbiamo per contrastarlo è ricorrere alla velocità, al necessario avanzamento, al progresso.

In fondo, coloro che sono lenti o che volutamente scelgono di non affannarsi, hanno scelto in modo consapevole o inconsapevole che il tempo scorra inevitabilmente.

Pensi di saper gestire il tuo tempo?

La velocità, la frenesia, il voler fare tutto e subito è anche una semplificazione. E’ seguire un impulso. Fermarsi, riflettere, non solo e’ socialmente meno accettato, ma e’ anche più complesso da giustificare e da gestire. Si perchè andare veloci non richiede di guardarsi attorno, di comprendere. Ci si butta a capofitto sulla prossima cosa da fare, velocemente sul prossimo pensiero. Bisogna fare per essere, o quanto meno per avere un sé socialmente riconosciuto. Non ti devi guardare intorno, hai una giustificazione sempre pronta. Sei impegnata, sono di fretta, sono in ritardo, non posso, ho da fare. Tutte socialmente accettate, tutte moralmente discutibili.

Il nostro ego, il nostro io, è al centro, non c’è spazio per altro. Avere una visione d’insieme, avere un orientamento, non essere sempre affogati nel micro management della vita professionale e quotidiana è difficile, per molti di noi quasi impossibile. E’ molto più semplice andare di fretta, dove non è richiesto il pensiero, tanto meno la comprensione. Nell’attività, nella frenesia, ci lasciamo cullare dal nostro ego e dalle nostre pulsioni. Così, dare sempre la precedenza a noi stessi fa perdere senso all’essere umano, fa perdere il senso di essere parte di un contesto, di un mondo.

Come ti senti, quali sensazioni provi quando sei di fretta?