Finestra

Una finestra. Un ritaglio di muro, una cornice vuota all’interno di un edificio. Questa apertura permette nel nostro quotidiano una fuga verso un paesaggio, verso una prospettiva in alcuni casi non limitata.

Ci siamo resi conto di quanto, in questi tempi di prigionia sanitaria, questo elemento architettonico abbia forse una funzione non comune. Apriamo la finestra per cambiare aria, la apriamo per fare entrare luce. Ma in realtà la apriamo per dare spazio ai nostri pensieri, per non limitarli. Per dare sfogo alla nostra immaginazione.

Per te avere una prospettiva è limitante?

Spesso quando ci troviamo in compagnie non gradite, pesanti, o semplicemente non vogliamo essere nel luogo in cui ci troviamo, ci guardiamo intorno alla ricerca di libertà. La finestra è un appiglio, è una prospettiva nella quale fuggire, nella quale vagare.

Una cornice sul mondo che ci permette di dare spazio alla nostra visione, dandole, ove possibile, solo i limiti del cielo, ammesso che uno riesca a trovarli. La finestra, in quanto ritaglio edilizio, è una porzione limitatissima del mondo.

Per te una finestra rappresenta una fuga?

Una prospettiva a volte privilegiata, a volte cieca. Abbiamo bisogno di un punto di vista. La finestra è stata ed è tutt’ora, una metafora del nostro spazio mentale. In un mondo, dove le finestre diventano sempre più piccole, sempre più visivamente impedite da fitte reti o spesse inferriate.

Avere una prospettiva è liberatorio, ritagliare la propria finestra sul mondo è necessario. Bisogna cercare le nostre finestre e sapere che abbiamo la possibilità di poterle aprire per fare entrare la vita.

Non limitiamo il nostro spazio mentale alle nostre mura, la nostra mente non è l’unico luogo in cui esistiamo.

Quanto ti prendi cura del tuo spazio mentale?

Continua a farti domande…

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Sbagliare

Si dice che sbagliare è umano e non c’è niente di più vero.

Il nostro ego spesso ci illude di una sicurezza nei nostri mezzi, del tutto irrazionale nella sua razionalità. Abbiamo un limitato controllo sugli effetti delle nostre azioni, delle nostre decisioni, soprattutto se legate ad altri esseri umani.

Perseveremo sempre nell’errore, non è diabolico, è semplicemente umano.

Quali sono gli errori che continui a commettere nella tua vita?

Per la maggior parte di noi, riconoscere di sbagliare, in particolare di fronte agli altri è difficile, spesso umiliante.

Errare è connaturato all’essere umano, e non accettarlo ci rende disumani. Infatti coloro che non ammettono i propri errori, che si credono perfetti, e infallibili, aspirano ad essere divini. Si illudono dell’esistenza della perfezione.

Errare ci rende umili e quindi umani.

Attraverso gli errori scopriamo ed impariamo, comprendiamo.

Come ti comporti quando gli altri sbagliano?

Non c’è niente di più formativo di un errore. Ci guida verso nuovi ragionamenti, verso una nuova sensibilità, ci rende più forti.

Nessuno vuole sbagliare, ma a tutti accade, nessuno escluso. Ma se alcuni celano i propri errori, altri subiscono la lapidazione degli altri.

Liberarsi della intrinseca negatività che viene conferita all’errore e capire che è parte di un processo chiamato vita, è tanto liberatorio quanto importante per accrescere la nostra empatia verso noi stessi e gli altri.

Quando non riesci ad accettare i tuoi errori?

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