Vissuto

Questa parola non fa parte del nostro vocabolario più comune. Vissuto è paragonabile per alcuni alla parola esperienza, per altri potrebbe essere più simile alla parola momento. Ma un vissuto è lontano dal nostro comune parlare, semplicemente perché non siamo più in grado di vivere nel presente.

Questa è la triste situazione e come al solito la realtà va accettata per quello che è. Non siamo più connessi ai nostri vissuti perchè ascoltiamo sempre e solo i nostri pensieri, il nostro continuo ed inesauribile dialogo interiore. Inoltre, quando potremmo ascoltare il mondo, gli altri, il nostro corpo, siamo distratti da tutti gli amplificatori del nostro egocentrismo.

Ti sei mai chiesto che cosa è realmente un vissuto?

Trovo grande forza in questa parola, una forza ormai persa dai più comuni vocaboli, sostituiti dalle immagini, dai video, dai bit.

Un vissuto è una porzione della nostra vita in cui eravamo presenti a noi stessi, di cui non abbiamo un semplice ricordo mentale, ma c’è una connessione fisica intensa con quel momento.

Dovremmo possedere molti vissuti, ma purtroppo credo che ne possediamo davvero pochi.

Quale è un ricordo che hai e che crea in te anche delle memorie fisiche?

Sì perchè nel mio vocabolario, tanto personale quanto universale, questa parola è preziosa. Appena scelgo di rivivere un vissuto, chiudo gli occhi ed è come tornassi indietro. Dolore, gioie, sguardi, movimenti del corpo, sensazioni, si va oltre il semplice ricordo.

Una connessione più intima con il mio passato. E’ come se una pezzo, un frammento, di miliardi di secondi passati e non vissuti, si presentasse di fronte alla mia mente, che senza giudizio lo ripercorre.

Solo per il gusto di affermare esserci stato e di aver ascoltato tanto il mio corpo, quanto quello che mi circondava.

Quando ti tuffi in un vissuto?

Continua a farti domande…

grazie ad una immagine…grazie ad una parola…grazie ad un tweet

Passato

Tempo di lettura 5/6 minuti

Il passato è una parte di noi, indubbiamente ci ha formato. Inevitabilmente continua ad influenzare gran parte delle nostre scelte quotidiane. Il passato è uno strumento, è una risorsa a nostra disposizione da cui attingere regolarmente.

Il passato è prima di tutto un qualcosa che non esiste più, se non nelle nostre menti. Le memorie e i ricordi sono spesso fallaci, distorti, da processi consci ed inconsci. I quali impattano, con una certa costanza, su quale è la percezione di noi stessi e come vediamo gli altri. Quindi attingere costantemente dal passato, riferimenti per scelte e comportamenti, può non rivelarsi sempre la scelta più opportuna in base al contesto in cui ci troviamo.

Da parte tua, quanto un comportamento o un evento passato è preso come un riferimento?

Il passato insegna è vero, non per questo, non può essere messo in discussione. Le esperienze che viviamo positive, come quelle negative vengono categorizzate, immagazzinate dentro di noi. Quando situazioni simili possono ripresentarsi, non necessariamente non possiamo dare alla vita una possibilità di sorprenderci, magari in positivo.

Di frequente, prendiamo decisioni sulla base delle informazioni che abbiamo acquisito e più l’età avanza, più queste informazioni aumentano e provengono da esperienze passate. Si può divenire schiavi del passato, dell’immagine che ci siamo assegnati, delle esperienze negative che abbiamo avuto. Bisogna credere e attingere al passato, ma con riserve. Affidarsi ad esso in modo acritico, purtroppo potrebbe essere la fine di ciò che ci rende vivi, cioè il diverso e l’inatteso.

Quante volte hai detto no, in base ad una esperienza negativa vissuta in passato?

La lettura che diamo al nostro passato si lega spesso ad esperienze positive, ad emozioni, che confermano un mondo, una idea di noi stessi, alcune nostre credenze. In questo non c’è niente di male, diamo valore al positivo a ciò che accresce il nostro ego, il nostro narcisismo. A ciò che conferma e non a ciò che ci rende instabili.

Rivisitiamo costantemente il nostro passato per giustificare o elogiare la nostra condizione presente. Soprassediamo i nostri fallimenti, ci dimentichiamo dei nostri errori. Il nostro passato è più fluido e meno definito di quanto si possa immaginare.

I nostri fallimenti, le nostre esperienze negative, non potranno mai ripresentarsi allo stesso modo. Non dobbiamo dimenticare che i nostri ricordi, le nostre memorie, si costituiscono di vissuti nei quali eravamo diversi da quello che siamo ora. Non dobbiamo farci condizionare dalle esperienze passate. Esse indicano quali luoghi dobbiamo visitare per crescere, quali stati mentali dobbiamo raggiungere per affrontarle.

Sconfitte, fallimenti, dolori, privazioni, hanno un enorme valore. Niente educa più della sconfitta. Solo il fallimento ci permette di crescere più forti. I dolori e le privazioni stimolano la gratitudine. Il passato è un grande strumento di miglioramento.

Perchè abbiamo la capacità di rendere ogni vissuto nuovo. Abbiamo la capacità di rendere un comportamento abitudinario diverso, perchè possiamo essere consapevoli e dirigere la nostra attenzione. Possiamo farlo, sempre. Per questo come guardiamo al passato è fondamentale per capire come viviamo il presente.

Cosa hai imparato dai tuoi fallimenti?

Continua a farti domande…

grazie ad una immagine…grazie ad una parola…grazie ad un tweet