Inizio

Un nuovo inizio, è un momento inevitabile nella vita di tutti noi. Forse non ci rendiamo conto di quante volte sia capitato, di quante volte abbiamo dovuto riniziare tutto da capo.

E’ proprio così, errori che si accumulano, inconsapevolezza delle situazioni e fattori fuori dal nostro controllo ci costringono ad iniziare.

Ogni volta ci troviamo in un vortice di emozioni e sensazioni contrastanti. La paura di ciò che non conosciamo, di non essere altezza, di non capire, si mescola a quella energia che deriva dalla curiosità a dalla scoperta.

Cosa significa per te ricominciare da capo?

Per questo, per molti di noi iniziare è molto difficile, per altri entusiasmante. Le nostre personalità dettano le reazioni e le aspettative legate ad ogni nostra vicissitudine.

Iniziare sarà sempre comunque una sfida, che sia un rinnovato inizio od uno nuovo di zecca.

In ogni caso, sarà una scoperta.

Un nuovo inizio, cosa rappresenta per te?

Per questo sarà difficile, si affronteranno scenari nuovi, si affronteranno lati di noi stessi che non conoscevamo. In ogni inizio, ciò che spaventa o fa titubare è tutto quello che non si conosce, non il primo passo verso di esso.

Iniziare significa sfidarsi, ogni singolo giorno, in ogni singola attività.

Ogni inizio è un qualcosa a cui non ci abitueremo mai.

Cosa rende duro l’iniziare qualcosa di nuovo?

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Assenza

Tempo di lettura 3/4 minuti

L’assenza è uno delle scelte umane per assurdo più presenti nel contemporaneo.

Siamo sempre più assenti dal quotidiano.

Lontani dai luoghi in cui viviamo, distaccati dalle persone che sono intorno a noi, incapaci di vivere il presente, di godere consapevolmente del nostro tempo.

Connessioni diverse meno umane, condivisioni assenti ripetutamente mediate.

Di cosa percepisci l’assenza nella tua vita?

La realtà è continuamente filtrata dalle tecnologie, la realtà si veste di colori, sfumature ed ombre, artificiali e spesso artificiose.

Di conseguenza siamo distratti tra notifiche, video e news che spesso non riguardano il nostro presente, il nostro qui ed ora. Perdiamo il contatto con ciò che circonda e quindi con noi stessi.

Diventiamo assenti, scegliendo mondi diversi da quelli locali, da quelli analogici.

Quando è l’ultima volta che hai scelto consapevolmente di essere assente?

Ma questa reiterata assenza è frutto di una scelta, ovvero quella di essere intrattenuti, quella di essere distratti, e quindi assenti.

L’assenza in alcuni casi può essere positiva, ma in altri può essere distruttiva.

Intacca quell’essere umani, ovvero quella storia di esseri legati al loro territorio. A quella semplice condivisione di un tempo e di uno spazio, fatto di autentica compresenza, di vero dialogo, di intensa comunanza e di presente vicinanza.

Dovremmo provare ogni tanto a ragionare su cosa possiamo fare per migliorare attivamente ciò che ci circonda, per diminuire la costante e dilagante alienazione dal reale.

Quando sei stato assente oggi?

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Clessidra

Tempo di lettura 5/6 minuti

Non siamo capaci di comprendere l’eternità. Abbiamo introdotto l’idea di tempo, di sequenzialità, proprio per provare ad avere un controllo su ciò che non riusciamo a spiegare.

Come sosteneva Guy Debord abbiamo rimosso l’eternità dal nostro vivere e per avere più controllo abbiamo introdotto il tempo. Una nostra percezione, l’espressione della nostra soggettività, un tentativo di definire ciò che è eterno.

Un vano tentativo di avere un parziale ed infinitesimale controllo di qualcosa che inevitabilmente continua a sfuggire.

Il tempo è una risorsa per te?

Così a partire dalla meridiana, passando dalla clessidra arrivando all’orologio, abbiamo realizzato strumenti atti a creare e a definire il tempo. Questi dispositivi ci danno l’impressione che il tempo esista, che sia un qualcosa di universale, qualcosa di insito nella natura dell’universo.

Quantificabile.

Non è così. Pensate alla clessidra. La sabbia che scende trainata dalla gravità, il suo rumore ipnotico. Ad un certo punto, dobbiamo essere noi ad intervenire per far continuare quel flusso, quella percezione che il tempo continui a scorrere.

Siamo noi con quell’atto a creare nuovamente tempo, a definire un nuovo intervallo.

Quale valore assegni all’eternità nella tua vita?

Proprio per questo, la clessidra è forse il più affascinante tra i misuratori del tempo, proprio perché siamo noi a dover agire su di essa per far esistere il successivo intervallo di tempo.

Una meridiana continua anche senza la nostra presenza a sezionare l’eternità. L’orologio continua a frazionare e a dettagliare il tempo, senza il nostro intervento.

Infatti, la clessidra è lo strumento che rende la metafora, l’illusione umana del tempo, materiale. Visibile.

Di essa lo stretto collo, ci fa pensare di essere in grado di incanalare, di quantificare l’eternità.

La sua sabbia ci dà l’impressione di poter osservare quello che noi definiamo tempo.

Quando la capovolgiamo, per farla ripartire ci fa credere di aver potere su una porzione di eternità che noi in maniera irriverente chiamiamo tempo.

Riesci a visualizzare il tempo?

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Fiducia

Tempo di lettura 4/5 minuti

Ogni giorno molti di noi guidano la propria automobile per andare a lavoro, per spostarsi. Ogni volta che apriamo la portiera e giriamo la chiave nel cruscotto, esprimiamo fiducia.

Quando entriamo nei palazzi, negli edifici. Noi ci affidiamo a coloro che hanno costruito quelle strutture.

Quando usiamo la nostra macchina, ci fidiamo degli operai, dei macchinari, che l’hanno assemblata. Nel momento stesso che varchiamo la soglia di un edificio crediamo che le valutazioni di ingegneri, geometri e muratori siano corrette e capaci di dare stabilità a ciò che ci circonda.

Molti altri esempi potrebbero esser fatti.

La fiducia permea, in modo intrinseco, ogni nostra azione.

In un modo non così evidente. Latente, inconscio, ma sempre presente. Di cui, a seconda delle situazioni, siamo più o meno consapevoli.

Quale è la prima immagine che associ alla parola fiducia?

E’ un tipo di fiducia che una volta scardinata, una volta messa in discussione, fa mancare sicurezza, genera paura.

Pensate se iniziassimo a dubitare di ogni prodotto umano. Dovremmo controllare ogni singola parte meccanica e fisica della nostra automobile, ogni singolo giorno. Verificare ogni dato strutturale, la qualità dei materiali, i progetti di coloro che hanno realizzato i nostri uffici, le nostre case, i nostri appartamenti.

Assurdo, irreale, irrazionale, impossibile.

La mancanza di fiducia negli altri genera paura, in noi stessi genera insicurezza.

E’ impossibile vivere senza affidarsi agli altri.

Senza una latente fiducia nel genere umano, nello scorrere del tempo, non potremmo prendere alcun tipo di decisione.

Ci troveremmo ad essere immobili, impauriti, insicuri.

Quando non ti fidi di una persona?

Senza fiducia nel genere umano, probabilmente non potremmo vivere. Non potremmo riuscire a godere del dono stesso, che è la vita.

A questa latente fiducia che pervade ogni singola nostra azione, ogni nostra parola, si legano in modo inscindibile termini come speranza, cultura, razionalità e socialità.

Le parole e i concetti di cui la fiducia è fondamento potrebbero continuare, lascio a voi ampliare il vostro pensiero e le vostre riflessioni.

Consapevole che anche voi arriverete alla mia stessa conclusione. Ovvero… 

…la fiducia è un valore di cui non possiamo fare a meno.

Quale azione è davvero realizzabile nel tuo quotidiano, senza avere fiducia nel genere umano?

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