Giocare

Giocare per me è una delle esperienze più piacevoli e rilassanti nella vita di tutti i giorni. Il gioco mi rende felice, sia esso una partita di calcio, un videogioco o una partita a carte.

Forse riaccende, stimola, quel fanciullo che costantemente si affaccia dentro di me. Spesso represso da norme morali ed etiche, dalla presenza e dal giudizio degli altri.

C’è sempre una forma da dover rispettare, un dover essere da tenere vivo, che reprime l’ingenua libertà del bambino.

Così, nel gioco percepisco una sensazione assolutamente liberatoria, una sorta di evasione dai vincoli del reale.

Come ti senti quando giochi?

Ma in fondo cosa differenzia realmente il gioco dalla realtà? Solo ed esclusivamente le regole che lo compongono. Per assurdo per trovare la libertà, ci circondiamo di regole.

Regole chiare a tutti, che implicano una esatta distinzione tra merito e caso.

Definiscono uno spazio accessibile a chiunque, uno spazio di pura uguaglianza in quanto giocatori.

Quando giochiamo si crea una illusione, certa e regolata. I movimenti, le azioni, le mosse sono sempre disponibili a tutti i giocatori.

Ci troviamo un in un mondo di gioco, sicuro, spensierato.

Infatti solo la realtà a spezza l’illusione ludica.

Credi che giocare sia tempo perso?

Proprio per questo la realtà stessa non può essere un gioco e nemmeno essere interpretata come tale.

Troppe convenzioni sono labili nella realtà.

I comportamenti sono potenzialmente infiniti e determinati da culture diverse, personalità e vissuti diversificati.

Non vi sono regole sempre vere o assolute.

Come sosteneva George Bernard Shaw “l’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare” fugge dalla più autentica delle attività umane, unica attività capace di dare all’uomo uno spazio puro, intoccabile, libero.

Non possiamo rinunciare a giocare.

Ma a malincuore, non possiamo considerare la vita come è un gioco. Ci ritroveremmo sempre sconfitti.

La vita è per te un gioco?

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Idee

Tempo di lettura 7/8 minuti

C’è qualcosa di magico nelle idee. Nascono dal nulla, da associazioni inconsce come se fossero al di fuori della nostra percezione, della nostra consapevolezza. E’ come se una forza, una energia, le plasmasse dentro di noi, senza il nostro controllo.

Come scintille arrivano e possono risolvere dubbi, situazioni o problemi. Sono incubate, come sosteneva Pascal, a volte, nei luoghi più remoti del nostro cervello. In alcuni casi si rivelano il risultato di esperienze vissute, molte altre sono inspiegabili attimi di connessioni, repentini e volatili, con un contesto, un ambiente.

Forse le idee si trovano al di fuori di noi.

Non sono di nostra proprietà, non ci appartengono. Come un flusso, scorrono al di fuori della nostra coscienza e sono attratte dalle nostre esperienze, dai nostri pensieri, dai nostri tentativi di trovare soluzioni o creare qualcosa di significativo e indelebile.

Le idee hanno indubbiamente una loro energia.

Prendi nota delle tue idee?

Se tutto questo fosse vero, le idee sarebbero come tesori che vengono scoperti, da coloro che cercano o da coloro che con grande fortuna si trovano al posto giusto, nel momento giusto. Aperti e ricettivi.

Non a caso ognuno di noi ha i suoi luoghi, nei quali entra maggiormente in contatto con esse. Per alcuni è la montagna, per altri è la piazza, per altri una biblioteca. Questi luoghi ai nostri occhi contengono idee. Stimolano i nostri pensieri, hanno una loro energia.

Ci sono luoghi non comuni dove troviamo concetti sublimi e trascendentali, altri idee pratiche e locali. Altri contesti ci sfidano, ci mettono di fronte a nuovi pensieri, nuove sensazioni. Inevitabilmente in queste situazioni nuove idee si materializzano dal nulla dentro di noi.

C’è un particolare momento della giornata nel quale riesci ad essere più creativo?

Proprio per queste ragioni, coloro che rispettano queste forme astratte e immateriali di umanità, riconoscendone il loro intrinseco valore, sanno sempre come dare importanza alle idee.

Così un appunto, una nota su un quaderno. Una registrazione vocale od un file sul cellulare. Sono manifestazioni, sono riconoscimenti del valore delle idee. Perché esse sono sfuggenti, volano via, spesso non si ripresentano più.

Solo grazie a certi stimoli, a strane connessioni genetiche con l’ambiente esse si ripresentano simili al primo incontro avuto con esse. Ma mai identiche.

Si perchè anche le idee invecchiano, cambiano e soprattutto entrano in relazione tra loro, in modi impossibili da comprendere.

Ma coloro che rendono autenticamente rilevanti le idee per il genere umano, sono coloro che non sono avari nel condividerle. Consapevoli di aver trovato un tesoro lungo il loro percorso di vita, sono generosi nel metterlo in comune con gli altri.

Attraverso scritti o attraverso parole, fanno sì che queste idee diventino un patrimonio comune, nobilitandole. Ampliando in questo modo l’enorme eredità immateriale del genere umano.

Quale ambiente stimola maggiormente le tue riflessioni?

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Daydreaming

Tempo di lettura 5/6 minuti

Daydreaming e’ una parola inglese. Mi piace. Significa sognare ad occhi aperti, significa immaginare, fantasticare, ma in un senso ampio, quasi vago. E’ una forma di autentica evasione da un contesto sociale e fisico, spesso limitante per le capacità creative della nostra mente. Il daydreaming e’ liberatorio, rompe vincoli e crea realta’. Mi trovo ad immaginare situazioni, contesti, persone e le loro reazioni. Anticipo possibili eventi, ma spesso, ne creo dal nulla.

Mentre sogno ad occhi aperti, in alcuni casi sto guardando il soffitto, ma in realta’, in quell’esatto momento per me, quel soffitto non esiste. In altri passeggio, ma non sto realmente passeggiando sono inconsapevole del mondo reale. Creo mondi per diletto, situazioni per gioco e contesti per mettermi alla prova. Mi trovo in due mondi contemporaneamente, uno dato e fisico, uno creato e mentale.

Pensi che fantasticare sia tempo perso?

Quando fantastichiamo in realtà riscopriamo il nostro lato più infantile. Quel poetico fanciullino che con il passare del tempo sopisce, investito dalle responsabilita’, dai doveri, dalla mancanza di tempo, da una realtà spesso fin troppo crudele. Il fanciullo che c’e’ in noi ci permette di giocare con la realtà. I bambini sono i prototipi dei daydreamer, loro giocano con il reale’ e continuano a creare mondi fatti di eroi, illusioni e immagini. Sognano ed immaginano costantemente ad occhi aperti. Purtroppo, crescendo perdiamo questo potere creativo.

Solo coloro che lavorano in ambito artistico, mantengono questo rapporto privilegiato con la realta’. Il daydreaming e’ necessario per tutti gli artisti e creativi. Ma cosa perdiamo quando smettiamo di sognare ad occhi aperti? Perdiamo felicita’, perdiamo creativita’, perdiamo significati e possibilità, ma perdiamo anche ciò che quotidianamente e’ impossibile, a causa dei vincoli della realtà. L’immaginare e’ una facoltà che non ci possiamo permettere di perdere. Il sognare e’ un momento unico e nostro. Non possiamo essere barattare, dimenticare, né il sogno né l’immaginazione.

Quanto spessi sogni ad occhi aperti?

Credo fortemente che ciò che immaginiamo esista. Siamo noi che gli diamo una vita. Siamo noi che creiamo, pur costruendo sulla base di riferimenti reali. Il sogno, il daydreaming, si distacca dal mondo fisico e ci libera. Ci conferisce una leggerezza non comparabile, con qualsiasi esperienza reale. Il daydreaming ha un valore. Ci permette di immaginare scenari e fatti, vagando tra possibili situazioni. Ci permette di visualizzare con gli occhi della mente, eventi spesso altamente improbabili, così da prevenirli e anticiparli.

Molti atleti usano tecniche di visualizzazione, sognando ad occhi aperti, prima di prepararsi alla competizione. Immaginano un esito positivo, una vittoria, un gesto tecnico vincente. Preparano il proprio corpo e la propria mente a vincere, a trovare soluzioni nei momenti di difficoltà. L’immaginazione e’ anticipatrice. Ci permette di affrontare l’improbabile. Sognare ci fa stare bene, ci fa gongolare in una realtà in cui siamo protagonisti, e’ la nostra valvola di sfogo, per stress, insoddisfazioni e delusioni. Sognare permette di coltivare speranza e trovare energie verso il cambiamento.

Come ti senti quando sogni ad occhi aperti?

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