Ponti

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Ponti che uniscono stretti come il famoso Golden Gate, che sorvolano paludi come quelli della Highway 10 in Louisiana o che connettono isole o regioni remote come quelle norvegesi.

Tra tutte le strutture che l’uomo è in grado di creare forse sono tra le più affascinanti.

Ma cosa realmente permette di fare un ponte?

Prima di tutto avvicina. Semplifica la comunicazione, permette di raggiungere aree altrimenti lontane.

Crea percorsi.

Congiunge.

Che cosa rappresenta un ponte per te?

Noi creiamo ponti con gli altri in tanti modi diversi.

Con parole, emozioni, sentimenti, azioni, scritti, pensieri e idee. Sicuramente ciascuno di voi troverà molte altre modalità con cui si connettete con gli altri, ma anche con sé stesso.

Un esempio è il linguaggio, uno dei ponti più importanti, forse più antichi, che abbiamo creato. Spesso uno dei più instabili. Dato che le idee e i valori che passano su di esso, spesso non sono comprese, non sono accettate.

I ponti crollano quando non vengono mantenuti, quando i loro pilastri cedono. Di fronte alla forza degli elementi e l’inesorabile scorrere del tempo.

Così come i ponti, i legami che ci avvicinano agli altri si distruggono a causa di esperienze, idee e azioni, che ledono, minano, quella connessione costruita con l’altro.

Un’isola senza un ponte sarà sempre remota.

Un uomo senza legami sarà sempre misero.

Quanti ponti crei ogni giorno?

Per questo creare un legame con gli altri è importante per noi ed anche per gli altri. Per evitare la miseria che spesso la solitudine genera nell’uomo.

Creare dei ponti con gli altri è per alcuni una vera necessità, per altri un’autentica sfida.

Il fondamento di ogni singolo pilone costruito, la base di ogni solido legame, dovrebbe essere la comprensione.

Senza di essa ogni legame è instabile.

Un ponte affronta le profondità dei mari, la forza dei venti, la furia delle acque, le instabilità della terra. Allo stesso modo, un legame per essere stabile, significativo, deve superare le difficoltà della vita. Le incomprensioni generate dalla nostra unicità.

Così ricordarsi semplicemente di essere umani e di condividere un’esperienza irripetibile ed incomprensibile come la vita. Dovrebbe essere quel cemento sul quale generare magnifici, ma soprattutto indistruttibili, ponti.

Quale è il ponte più significativo che sei riuscito a creare?

Continua a farti domande…

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Fiducia

Tempo di lettura 4/5 minuti

Ogni giorno molti di noi guidano la propria automobile per andare a lavoro, per spostarsi. Ogni volta che apriamo la portiera e giriamo la chiave nel cruscotto, esprimiamo fiducia.

Quando entriamo nei palazzi, negli edifici. Noi ci affidiamo a coloro che hanno costruito quelle strutture.

Quando usiamo la nostra macchina, ci fidiamo degli operai, dei macchinari, che l’hanno assemblata. Nel momento stesso che varchiamo la soglia di un edificio crediamo che le valutazioni di ingegneri, geometri e muratori siano corrette e capaci di dare stabilità a ciò che ci circonda.

Molti altri esempi potrebbero esser fatti.

La fiducia permea, in modo intrinseco, ogni nostra azione.

In un modo non così evidente. Latente, inconscio, ma sempre presente. Di cui, a seconda delle situazioni, siamo più o meno consapevoli.

Quale è la prima immagine che associ alla parola fiducia?

E’ un tipo di fiducia che una volta scardinata, una volta messa in discussione, fa mancare sicurezza, genera paura.

Pensate se iniziassimo a dubitare di ogni prodotto umano. Dovremmo controllare ogni singola parte meccanica e fisica della nostra automobile, ogni singolo giorno. Verificare ogni dato strutturale, la qualità dei materiali, i progetti di coloro che hanno realizzato i nostri uffici, le nostre case, i nostri appartamenti.

Assurdo, irreale, irrazionale, impossibile.

La mancanza di fiducia negli altri genera paura, in noi stessi genera insicurezza.

E’ impossibile vivere senza affidarsi agli altri.

Senza una latente fiducia nel genere umano, nello scorrere del tempo, non potremmo prendere alcun tipo di decisione.

Ci troveremmo ad essere immobili, impauriti, insicuri.

Quando non ti fidi di una persona?

Senza fiducia nel genere umano, probabilmente non potremmo vivere. Non potremmo riuscire a godere del dono stesso, che è la vita.

A questa latente fiducia che pervade ogni singola nostra azione, ogni nostra parola, si legano in modo inscindibile termini come speranza, cultura, razionalità e socialità.

Le parole e i concetti di cui la fiducia è fondamento potrebbero continuare, lascio a voi ampliare il vostro pensiero e le vostre riflessioni.

Consapevole che anche voi arriverete alla mia stessa conclusione. Ovvero… 

…la fiducia è un valore di cui non possiamo fare a meno.

Quale azione è davvero realizzabile nel tuo quotidiano, senza avere fiducia nel genere umano?

Continua a farti domande…

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Idee

Tempo di lettura 7/8 minuti

C’è qualcosa di magico nelle idee. Nascono dal nulla, da associazioni inconsce come se fossero al di fuori della nostra percezione, della nostra consapevolezza. E’ come se una forza, una energia, le plasmasse dentro di noi, senza il nostro controllo.

Come scintille arrivano e possono risolvere dubbi, situazioni o problemi. Sono incubate, come sosteneva Pascal, a volte, nei luoghi più remoti del nostro cervello. In alcuni casi si rivelano il risultato di esperienze vissute, molte altre sono inspiegabili attimi di connessioni, repentini e volatili, con un contesto, un ambiente.

Forse le idee si trovano al di fuori di noi.

Non sono di nostra proprietà, non ci appartengono. Come un flusso, scorrono al di fuori della nostra coscienza e sono attratte dalle nostre esperienze, dai nostri pensieri, dai nostri tentativi di trovare soluzioni o creare qualcosa di significativo e indelebile.

Le idee hanno indubbiamente una loro energia.

Prendi nota delle tue idee?

Se tutto questo fosse vero, le idee sarebbero come tesori che vengono scoperti, da coloro che cercano o da coloro che con grande fortuna si trovano al posto giusto, nel momento giusto. Aperti e ricettivi.

Non a caso ognuno di noi ha i suoi luoghi, nei quali entra maggiormente in contatto con esse. Per alcuni è la montagna, per altri è la piazza, per altri una biblioteca. Questi luoghi ai nostri occhi contengono idee. Stimolano i nostri pensieri, hanno una loro energia.

Ci sono luoghi non comuni dove troviamo concetti sublimi e trascendentali, altri idee pratiche e locali. Altri contesti ci sfidano, ci mettono di fronte a nuovi pensieri, nuove sensazioni. Inevitabilmente in queste situazioni nuove idee si materializzano dal nulla dentro di noi.

C’è un particolare momento della giornata nel quale riesci ad essere più creativo?

Proprio per queste ragioni, coloro che rispettano queste forme astratte e immateriali di umanità, riconoscendone il loro intrinseco valore, sanno sempre come dare importanza alle idee.

Così un appunto, una nota su un quaderno. Una registrazione vocale od un file sul cellulare. Sono manifestazioni, sono riconoscimenti del valore delle idee. Perché esse sono sfuggenti, volano via, spesso non si ripresentano più.

Solo grazie a certi stimoli, a strane connessioni genetiche con l’ambiente esse si ripresentano simili al primo incontro avuto con esse. Ma mai identiche.

Si perchè anche le idee invecchiano, cambiano e soprattutto entrano in relazione tra loro, in modi impossibili da comprendere.

Ma coloro che rendono autenticamente rilevanti le idee per il genere umano, sono coloro che non sono avari nel condividerle. Consapevoli di aver trovato un tesoro lungo il loro percorso di vita, sono generosi nel metterlo in comune con gli altri.

Attraverso scritti o attraverso parole, fanno sì che queste idee diventino un patrimonio comune, nobilitandole. Ampliando in questo modo l’enorme eredità immateriale del genere umano.

Quale ambiente stimola maggiormente le tue riflessioni?

Continua a farti domande…

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