Intenzioni

Credo molto nelle intenzioni. Sono tutto quello che ci rimane di fronte alle continue incomprensioni che noi, uomini e donne, ci troviamo ad avere gli uni con gli altri.

Le intenzioni sono la rappresentazione di un nostro mondo definito da un certo tipo di valori ed aspettative. Ma come sappiamo sin troppo bene, ciò che immaginiamo si scontra costantemente con la realtà.

Quale è stata la tua ultima buona intenzione?

Le intenzioni hanno una profondità che spesso non riusciamo nemmeno a spiegare. Pensiamo di aver capito come fare del bene ad una persona, pensiamo di essere in grado di dare il buon esempio con determinati comportamenti.

Ma purtroppo ogni nostra forma di azione intenzionale viene giudicata da visioni diverse del mondo e pur pensando di agire in modo positivo e magari costruttivo, ci troviamo ad essere considerati egoisti, negativi, insensibili o via dicendo.

Quali sono i principi che regolano le tue intenzioni?

Però, non possiamo rinunciare alla nostra intenzionalità, alla nostra capacità di essere agenti secondo la nostra personalità. Dobbiamo fare sempre di tutto per manifestare le nostre intenzioni, ma dobbiamo allo stesso essere critici nei confronti di esse.

Le intenzioni sono un punto di partenza valorialmente importante per ogni nostro atto, che non dobbiamo dimenticare, che dobbiamo difendere e che dobbiamo far comprendere. Bisogna credere nelle proprie intenzioni, conoscere noi stessi ed essere resilienti.

Quando è l’ultima volta in cui una tua intenzione è stata travisata?

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Assenza

Tempo di lettura 3/4 minuti

L’assenza è uno delle scelte umane per assurdo più presenti nel contemporaneo.

Siamo sempre più assenti dal quotidiano.

Lontani dai luoghi in cui viviamo, distaccati dalle persone che sono intorno a noi, incapaci di vivere il presente, di godere consapevolmente del nostro tempo.

Connessioni diverse meno umane, condivisioni assenti ripetutamente mediate.

Di cosa percepisci l’assenza nella tua vita?

La realtà è continuamente filtrata dalle tecnologie, la realtà si veste di colori, sfumature ed ombre, artificiali e spesso artificiose.

Di conseguenza siamo distratti tra notifiche, video e news che spesso non riguardano il nostro presente, il nostro qui ed ora. Perdiamo il contatto con ciò che circonda e quindi con noi stessi.

Diventiamo assenti, scegliendo mondi diversi da quelli locali, da quelli analogici.

Quando è l’ultima volta che hai scelto consapevolmente di essere assente?

Ma questa reiterata assenza è frutto di una scelta, ovvero quella di essere intrattenuti, quella di essere distratti, e quindi assenti.

L’assenza in alcuni casi può essere positiva, ma in altri può essere distruttiva.

Intacca quell’essere umani, ovvero quella storia di esseri legati al loro territorio. A quella semplice condivisione di un tempo e di uno spazio, fatto di autentica compresenza, di vero dialogo, di intensa comunanza e di presente vicinanza.

Dovremmo provare ogni tanto a ragionare su cosa possiamo fare per migliorare attivamente ciò che ci circonda, per diminuire la costante e dilagante alienazione dal reale.

Quando sei stato assente oggi?

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