Piano

Avere un piano oggi sembra necessario. Per qualsiasi cosa.

Nel business, nella vita, con i figli o nello sport. Programmare è divenuta una necessità, eppure nella sua logica e nella sua razionalità, non ha niente a che vedere con quello che accade realmente nella nostra vita.

Quindi, affidarsi ad un piano in modo cieco e con eccessiva sicurezza, può portare ad autentici disastri.

Aspettative che crollano, obiettivi che svaniscono, risultati che non raccontano una storia.

Hai un piano per tutto?

I piani nascono dalla necessità del controllo e dalla fiducia illimitata della nostra limitata razionalità.

Ed ogni forma di controllo in maniera diretta o indiretta, è una manifestazione di paura nei confronti del caos, dell’imprevedibilità.

Lasciare scorrere la nostra vite nell’imprevedibilità, in un flusso non definito di eventi, appare folle nel nostro mondo.

Ma non è forse più assurdo provare a controllare e quasi forzare il futuro?

Avere un piano è importante, ma credo che avere dei valori, o degli obiettivi di orientamento lo sia ancora di più.

Ti sei mai fatto guidare semplicemente dai tuoi valori?

Un piano razionale, dettagliato per filo e per segno, finirà spesso per cadere di fronte alla mutabilità di condizioni ed eventi.

Un piano può funzionare solo quando non è solo dettato dalla razionalità, dal bieco desiderio di raggiungere obiettivi.

Ci devono essere ampi spazi di movimento, a contegno di ciò che non può essere scritto, o previsto.

Senza dei valori od un orientamento definito a monte, ogni piano è destinato a fallire. I piani possono dare sicurezza, ma senza consapevolezza essi possono solo creare aspettative che verranno infrante.

In qualsiasi pianificazione non bisogna mai dimenticare la condizione umana, se lo facciamo lo rendiamo semplicemente irreale.

Quale è l’ultimo tuo piano che è fallito?

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Futuro

Tempo di lettura 4 minuti

Un gran numero delle nostre ansie e tensione risiedono nel futuro.

Si trovano in un luogo, in uno spazio immaginifico. Creato da noi, creato dalla nostre smanie di controllo.

Il passato è alle nostre spalle, possiamo rileggerlo e reinterpretarlo a nostro piacimento. Durante la nostra vita assegnamo diversi valori ad esso, ma ad ogni modo lo controlliamo.

Quante tue ansie risiedono nel futuro?

Del presente nella maggiorparte dei casi abbiamo solo un controllo apparente, fittizio, volatile.

Esso ci sfugge, scorre insieme al tempo e lo vediamo perdersi in un passato indefinito composto da secondi e minuti. Ci illudiamo di possederlo e di conseguenza di poterlo controllare.

Il futuro invece è là di fronte a noi, creato dalle nostre convinzioni. Determinato dal legame con il nostro passato.

Come percepisci il tuo futuro?

Il futuro è sempre più indefinito, sempre più costellato di previsioni negative.

Avendo noi uomini digitali, un legame con un passato reso sempre più soggettivo e sviluppando una relazione spesso malsana con il presente. Ci ritroviamo, così, senza un orizzonte, oramai da molto tempo.

Il presente è un momento, in cui non compiamo più piccoli investimenti emotivi o intellettuali su noi stessi o sugli altri per un certo qual avvenire, siamo alla mercè delle triviali distrazioni della società.

Saremo senza futuro, fin quando getteremo in questo spazio da noi creato tutte le nostre ansie, tensioni e problemi, senza affrontarle, attendendo che esse esplodano o qualcuno le prenda in carico.

Saremo senza futuro, fino a quando non abbracceremo il presente consapevoli di poter fare qualcosa per l’umanità, ogni singolo giorno.

Quando riusciremo a comprendere quello che possiamo realmente fare nel presente, diventeremo consapevoli di quello che abbiamo imparato nel nostro passato e inizieremo a dipingere, pennellata dopo pennellata, un futuro differente.

Quanta fiducia riponi nel futuro?

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