Parole

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Le parole sono come la pialla e il saracco per un falegname, come i pennelli e la tela per un pittore, come i mattoni e la calce per un muratore. Le parole danno forma ai nostri pensieri, descrivono i nostri sentimenti e definiscono le percezioni di ciò che ci circonda. Sono strumenti. Li utilizziamo di continuo, centinaia di volte al giorno, spesso dimenticandoci del loro valore, della loro forza. Possono infondere coraggio, esprimere amore e compassione, ma anche ferire più profondamente di qualsiasi arma. In fondo senza di loro, il comunicare con i nostri simili verrebbe a mancare della parte più umana e complessa.

Le parole si radicano nella nostra coscienza e la formano spesso irrimediabilmente. Curare il nostro vocabolario, essere in grado di spiegare i nostri punti di vista, le nostre idee e i nostri sentimenti, agli altri come a noi stessi, è fondamentale per le nostre interazioni sociali e per il nostro benessere. Meglio usiamo le parole, più entreremo in contatto con le persone che abbiamo di fronte. Meglio usiamo le parole, più faremo chiarezza dentro noi stessi. Per assurdo, meglio usiamo le parole, più riusciremo ad ascoltare in maniera attiva ed empatica le persone che ci sono di fronte.

Quanta attenzione presti alle tue parole?

Le parole non sono solo strumenti, ma anche contenitori. Le parole contengono emozioni, stati d’animo, esperienze pregresse, valori culturali, visioni del mondo. Il linguaggio è uno strumento condiviso dal genere umano ed essendo uno strumento proprio degli uomini non è impermeabile ai nostri vissuti alla nostra emotività. Pensiamo ad una parola come coraggio. Nell’immediato visualizzo un gesto eroico, per alcuni il coraggio è un valore difficilmente rintracciabile oggi, per altri è una forma di stupidità e protagonismo. Tutti abbiamo un contenitore etichettato come coraggio nella nostra dispensa mentale, ma se alcuni elementi che troviamo al suo interno sono comuni, altri sono personali, unici, rilevanti.

Le parole formano la nostra interpretazione del mondo, come lo percepiamo. La nostra personalità e i nostri vissuti influenzano il nostro vocabolario. L’ascolto anche per questa ragione diventa una sorta di sincronizzazione, di allineamento. Dobbiamo essere curiosi quando ascoltiamo una persona, senza dare nessuna parola per scontato. E’ un modo genuino di rispettarla e di dar valore a ciò che dice. E’ significativo e spesso sorprendente quello che si cela dietro semplici parole.

Hai mai chiesto:

“Che significato dai a questa parola?”

Le parole incidono sulla nostra visione del mondo. Le parole hanno con se dei portati culturali ed esperienziali. Per queste ragioni, dobbiamo porre grande attenzione a come parliamo a noi stessi. Il nostro dialogo interno è continuo, per alcuni un flusso incessante. Può creare tensioni, alleviare ansie o stimolare idee. Dentro di noi, nella nostra intimità, strutturiamo pensieri e interpretazioni di noi e del mondo. Che impatto ha il modo in cui ci parliamo, sui nostri vissuti quotidiani? Se invece di utilizzare la parola “problema” usassimo “opportunità” o un insieme di termini come “una situazione da risolvere”, non ci sentiremmo più forti, più propositivi?

Anziché dire a noi stessi che siamo stati stupidi, cretini o che dobbiamo vergognarci, perché non diciamo che non siamo stati intelligenti, non abbiamo compreso o che semplicemente abbiamo commesso un errore? La severità verso noi stessi, attraverso parole giudiziose ed emotive, limita le nostre possibilità, mina la nostra fiducia, riduce la nostra libertà. Le parole possono cambiare gli altri, il mondo, ma anche e soprattutto noi stessi. C’è sempre spazio per migliorare il nostro dialogo interiore.

Ti ascolti?

Continua a farti domande…

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