Specchio

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Lo specchio è stato il primo autentico strumento per percepire l’immagine di noi stessi. Per capire come gli altri ci vedono o quanto meno, come crediamo di essere visti.

Si perchè lo specchio genera l’immagine di noi stessi. Il nostro riflesso su di esso, identifica le nostre sembianze nel mondo. Stabilisce le nostre caratteristiche estetiche nel mondo.

Ma sono i nostri occhi, a leggere quel simulacro di noi stessi.

I nostri occhi per cogliere il nostro viso e alcune parti del nostro corpo, hanno solo quel pezzo di vetro. Quando ci guardiamo allo specchio, non osserviamo realmente noi stessi, ma l’immagine ideale del nostro corpo.

Quante volte ti guardi allo specchio?

Gli psicologi ci insegnano che tutti noi siamo sottoposti a quello che definiscono effetto di esposizione. Più vediamo la nostra immagine riflessa nello specchio e più di conseguenza ci abituiamo ad essa. Sommiamo di volta in volta il ricordo della nostra figura. La rendiamo piacevole, la rendiamo ideale.

Creiamo di noi stessi, il nostro ideal tipo. Osserviamo su quella superficie riflettente, la somma delle rappresentazioni mentali di noi stessi.

Ma non attraverso i nostri occhi, di riflesso, mediati da uno strumento.

Non è un caso che lo specchio sia uno strumento spesso utilizzato per deformare la realtà. Il riflesso necessariamente fa perdere, generalizza, sfuma dettagli. 

Ti è mai capitato di trovarti a disagio nell’osservare una foto di te fatta da altri?

A partire dalla nascita della fotografia, lo specchio non è più lo strumento chiave per creare e definire l’immagine di noi stessi.

Oggi lo smartphone non solo è capace di riflettere la nostra immagine, è anche in grado di modificarla di renderla migliore, più affascinante, ancora più piacevole.

Possiamo di volta in volta intervenire sulle nostre rappresentazioni mentali.

Il mondo digitale diventa lo specchio di noi ed anche della nostra società.

Per questo è sempre più difficile accettare l’immagine di noi stessi, per questo siamo sempre più insoddisfatti del nostro corpo.

Le rappresentazioni mentali che portiamo con noi non sono più stabili, più date. Sono determinate da filtri, con cui giochiamo, con cui determiniamo inevitabilmente la nostra estetica.

Ma lo specchio digitale è pubblico, soggetto alla critica, in continua comparazione e competizione con l’immagine altrui.

Abbiamo perso il carattere privato della rappresentazione mentale di noi stessi e con essa abbiamo aumentato vertiginosamente la distanza tra come noi ci rappresentiamo, come gli altri ci vedono e la cruda, ormai irrilevante, realtà.

Quanto conta l’immagine di tuoi profili social?

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