Aiutare

Ho sempre trovato che ci fosse qualcosa di sbagliato nell’usare il termine aiutare, con troppa leggerezza. Ci sono tanti sinonimi , con sfumature diverse, fondamentali per la nostra percezione di noi stessi e degli altri.

Cooperare, assistere, coadiuvare, favorire, supportare e chi più ne ha più ne metta. Infatti, aiutare per me nasconde un asimmetria morale e percettiva di grande rilevanza.

Ogni parola che utilizziamo in una comunicazione ha un potere su di noi e sugli altri.

Chiedi mai aiuto?

In quanto, quando noi aiutiamo persone che non riescono, siamo noi che risolviamo una situazione o un problema, senza realmente affrontarlo insieme.

Rafforziamo una asimmetria, marchiamo la differenza che ci contraddistingue. Di capacità, di ceto, fisica e via dicendo.

Finiamo per non portare cambiamento, ma solo conferme di incapacità. La cosa si ribalta quando siamo noi a chiedere aiuto, non essendo in grado di continuare a tentare o di stringere i denti fino al risultato desiderato.

Credi ci sia un valore nell’aiutare chi ti sta intorno?

La relazione di aiuto è complicata, invece di liberare spesso vincola, spesso crea catene. Va ad intaccare l’immagine che abbiamo di noi stessi e quella degli altri. Aiutare spesso non da autonomia, può creare dipendenza.

Credo che sia decisivo fare grande attenzione a quando e come utilizziamo la parola aiuto. E’molto più significativo di quanto pensiamo.

Amo sostenere le persone, ma non aiutarle, semplicemente perchè credo in loro.

Cosa provi dopo aver aiutato una persona?

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Inizio

Un nuovo inizio, è un momento inevitabile nella vita di tutti noi. Forse non ci rendiamo conto di quante volte sia capitato, di quante volte abbiamo dovuto riniziare tutto da capo.

E’ proprio così, errori che si accumulano, inconsapevolezza delle situazioni e fattori fuori dal nostro controllo ci costringono ad iniziare.

Ogni volta ci troviamo in un vortice di emozioni e sensazioni contrastanti. La paura di ciò che non conosciamo, di non essere altezza, di non capire, si mescola a quella energia che deriva dalla curiosità a dalla scoperta.

Cosa significa per te ricominciare da capo?

Per questo, per molti di noi iniziare è molto difficile, per altri entusiasmante. Le nostre personalità dettano le reazioni e le aspettative legate ad ogni nostra vicissitudine.

Iniziare sarà sempre comunque una sfida, che sia un rinnovato inizio od uno nuovo di zecca.

In ogni caso, sarà una scoperta.

Un nuovo inizio, cosa rappresenta per te?

Per questo sarà difficile, si affronteranno scenari nuovi, si affronteranno lati di noi stessi che non conoscevamo. In ogni inizio, ciò che spaventa o fa titubare è tutto quello che non si conosce, non il primo passo verso di esso.

Iniziare significa sfidarsi, ogni singolo giorno, in ogni singola attività.

Ogni inizio è un qualcosa a cui non ci abitueremo mai.

Cosa rende duro l’iniziare qualcosa di nuovo?

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Decidere

Decidere è uno di quegli atti, di quei movimenti del pensiero, naturali per noi. Decidiamo di continuo, anche se non ce ne rendiamo conto.

Se non decidiamo, abbiamo deciso di non decidere.

E’una scelta anche quella. Per molti scegliere è un qualcosa di difficile, molto spesso perchè intimoriti dal peso del passato o spaventati dalle conseguenze del futuro.

Quanto ti pesa decidere?

Molti di noi credono di poter scegliere e decidere al meglio, grazie alla logica e a processi decisionali studiati. Ma purtroppo le decisione prese in questo modo, sono solo pura illusione di controllo.

Così decidere per tutti noi è inevitabile.

Pur rafforzando la percezione che abbiamo della realtà, molte delle decisioni che prendiamo hanno un substrato non noto, inconscio.

Quale per te è una decisione ottimale?

Nonostante ciò, decidere per noi è potenzialmente facile, lo è nella vita di tutti i giorni, anche se in alcuni casi, alcune decisioni hanno un grosso impatto sulle nostre vite.

Alcune nel brevissimo periodo, altre più a lungo termine. E’ impossibile cogliere la miriade di conseguenze generate da ogni nostra azione, tanto in relazione al mondo, tanto in relazione a noi stessi.

Proprio perchè non conosciamo e non conosceremo mai gli abissi del nostro inconscio. Proprio perché non siamo in grado di comprendere tutte le pieghe del futuro.

E’ umanamente impossibile soppesare ogni decisione, per questo meglio fare scelte illudendosi di averne il controllo, piuttosto che non aver contribuito all’infinito numero di conseguenze che influenzano il nostro vivere.

Esistono decisioni perfette?

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Piano

Avere un piano oggi sembra necessario. Per qualsiasi cosa.

Nel business, nella vita, con i figli o nello sport. Programmare è divenuta una necessità, eppure nella sua logica e nella sua razionalità, non ha niente a che vedere con quello che accade realmente nella nostra vita.

Quindi, affidarsi ad un piano in modo cieco e con eccessiva sicurezza, può portare ad autentici disastri.

Aspettative che crollano, obiettivi che svaniscono, risultati che non raccontano una storia.

Hai un piano per tutto?

I piani nascono dalla necessità del controllo e dalla fiducia illimitata della nostra limitata razionalità.

Ed ogni forma di controllo in maniera diretta o indiretta, è una manifestazione di paura nei confronti del caos, dell’imprevedibilità.

Lasciare scorrere la nostra vite nell’imprevedibilità, in un flusso non definito di eventi, appare folle nel nostro mondo.

Ma non è forse più assurdo provare a controllare e quasi forzare il futuro?

Avere un piano è importante, ma credo che avere dei valori, o degli obiettivi di orientamento lo sia ancora di più.

Ti sei mai fatto guidare semplicemente dai tuoi valori?

Un piano razionale, dettagliato per filo e per segno, finirà spesso per cadere di fronte alla mutabilità di condizioni ed eventi.

Un piano può funzionare solo quando non è solo dettato dalla razionalità, dal bieco desiderio di raggiungere obiettivi.

Ci devono essere ampi spazi di movimento, a contegno di ciò che non può essere scritto, o previsto.

Senza dei valori od un orientamento definito a monte, ogni piano è destinato a fallire. I piani possono dare sicurezza, ma senza consapevolezza essi possono solo creare aspettative che verranno infrante.

In qualsiasi pianificazione non bisogna mai dimenticare la condizione umana, se lo facciamo lo rendiamo semplicemente irreale.

Quale è l’ultimo tuo piano che è fallito?

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