Paesaggio

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Tra le morbide curve delle colline umbre è facile trovarsi a vagare con il pensiero. Tra riflessioni e semplici associazioni di idee. Accompagnati da un paesaggio spesso naturale, alcune volte rurale, raramente urbano. Tra quei panorami mi sono chiesto che cosa rappresenti il paesaggio per noi osservatori. Seguendo una tra le definizioni più autorevoli, il paesaggio è una parte di territorio che si abbraccia con lo sguardo da un punto determinato.

Nella sua generalità, questa descrizione supporta una delle giocose riflessioni avute tra le colline del centro italia. Siamo noi che con il nostro sguardo, delimitiamo il paesaggio, lo circoscriviamo, lo rendiamo definito. Il paesaggio diventa un oggetto, una entità estetica. Noi ci scindiamo da esso e ne siamo artefici, come uomini, ma soprattutto come osservatori. In questo atto, c’è un qualcosa di velatamente umano, intrinsecamente egocentrico. Perdiamo il quadro generale, la visione di insieme, cioè che noi siamo parte del paesaggio e siamo elementi attivi di esso.

Quali paesaggi ti hanno fatto riflettere?

Noi siamo parte della natura. Siamo degli elementi influenti nell’ecosistema terrestre, infinitesimali nell’ecosistema universale. Così, ogni volta che il nostro sguardo mira uno splendido panorama in realtà coglie porzioni irrisorie di mondo, per alcuni apparentemente sconfinate. Proprio in questi momenti realizziamo la nostra minutezza.

Questi istanti, dovrebbero aiutarci ad essere più umili, a comprendere che siamo parte di un paesaggio ben più vasto. Dovrebbero farci realizzare che il nostro agire quotidiano influenza la bellezza, la salute, ma soprattutto il futuro, di ogni paesaggio. Dato che non siamo solo spettatori dei molteplici teatri naturali. Siamo responsabili nei confronti di ognuno di essi. Le nostre azioni influiscono su ciò che circonda noi e la nostra specie. Quella che noi definiamo natura è il territorio su cui abbiamo fondato i nostri paesaggi.

Come rispetti la natura nel tuo quotidiano?

Tra gli esempi dei nostri artifici troviamo le città. Esse rappresentano il paesaggio urbano, l’unica vera parte del territorio dove siamo intervenuti creando dei veri e propri ecosistemi artificiali. Dove il nostro sguardo ricade, definendo e vivisezionando un territorio, che solo noi come esseri umani, siamo in grado di tradurre. Dove la natura, il paesaggio naturale, sono essi stessi riprodotti o confinati. La città è la culla del progresso, dove la vita diventa frenetica, più veloce, più coinvolgente. L’habitat dell’uomo contemporaneo. In una città, vi è un vero territorio, un vero paesaggio in quanto specifico, delimitato, da architetti e ingegneri.

Il paesaggio urbano è dove siamo artefici, dove continuiamo a creare, a produrre. Dove tutte le nostre contraddizioni si manifestano in modo evidente. Dove tutte le nostre abilità e qualità prendono forma. All’interno di questo paesaggio, non siamo esenti da responsabilità. Non solo è nostro obbligo, agire e partecipare attivamente al benessere del nostro quartiere. E’ nostro dovere non dimenticarci di essere parte di un ecosistema ben più grande. Le città, seppur affascinanti e magnetiche, rimarranno sempre parte di un paesaggio ben più vasto chiamato natura.

Come contribuisci al benessere del tuo quartiere?