Flusso

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Ci sono situazioni nelle quali perdo la percezione di me stesso e del tempo, dove provo un velato ed intenso piacere. Spesso succede quando scrivo, quando leggo, quando medito e da buon sportivo, quando gioco a calcio. In quei momenti ho una percezione diversa di me e di ciò che mi circonda. Credo possono comprendere le mie parole, tutti coloro che impegnati in una attività ben precisa, si sentono padroni della situazione e provano un reale appagamento. Prima di diventare un concetto rilevante nelle scienze sociali, questo stato mentale, è stato descritto da diverse scuole di pensiero orientali, come Buddhismo e Taoismo. Questo fenomeno psicologico è identificato oggi come flusso, grazie al lavoro di un noto psicologo ungherese negli anni novanta. 

Immaginate il pennello di un pittore che dipinge la tela senza esitazione ne aspettativa. Pensate allo sportivo immerso nel gioco capace di reagire e anticipare ogni situazione senza una reale consapevolezza. Considerate l’attenzione di un chirurgo in sala operatoria dopo ore di intervento. Questo stato mentale determina una percezione fluida di noi stessi, del nostro ambiente, di ciò in cui siamo coinvolti. Il nostro focus è affilato e preciso, non ci sono pensieri che ci ostacolano, stimoli che ci disturbano. C’è solo quello che stiamo facendo niente di più, niente di meno. Siamo immersi in un luogo psicologico dove siamo liberi.

Trovarsi in un flusso quando creiamo, lavoriamo o facciamo sport, è essenziale, in quanto sfiora le radici della nostra percezione. Secondo coach e psicologi, questo stato psichico è una delle esperienze umane più vere. Dove esprimiamo tutto il nostro autentico potenziale.

Quali delle tue attività innescano un flusso psicologico?

Essere consci di trovarsi in un flusso, saperlo gestire e sapersi abbandonare ad esso è importante per la nostra felicità e il nostro benessere. La mindfulness come approccio mentale e pratico, ci aiuta ad essere coscienti e presenti a noi stessi, anche nei momenti in cui esperiamo un flusso. Sebbene sia un concetto proprio del mondo della meditazione, non è una tecnica di rilassamento ne tanto meno una forma di benevolenza verso gli altri. Parafrasando la definizione classica, mindfulness significa prestare attenzione al momento presente, con intenzione, senza giudicare.

Nella mia esperienza personale implica in buona sostanza, fermarsi. In alcuni casi ponendo attenzione al mio respiro, in altri osservando i miei pensieri. In particolare, riuscire ad accettare e lasciar scorrere i propri ragionamenti, le proprie ansie e idee senza aggrapparsi ad esse, richiede grande disciplina. La mindfulness è in fondo una ricerca di obiettività interiore, una forma di esame delle nostre azioni e pensieri. Un modo di essere presenti a noi stessi. Questo atteggiamento ci aiuta a gestire molte delle nostre emozioni. Esso ci consente di provare gratitudine, di riconoscere un errore o una non corretta interpretazione, in un qui ed ora ben definito. Questa attitudine ci permette di osservare quando ci troviamo in un flusso, cosa proviamo, cosa lo innesca e a quali risultati ci porta.

Mindfulness nella sua traduzione più semplice e forse più banale significa consapevolezza. E’ questo di cui abbiamo bisogno per capire quali sono le nostre esperienze ottimali.

Conosci il significato di Mindfulness?

Dovremmo cercare di vivere ogni giorno l’esperienza del flusso, tanto nella nostra vita personale quanto lavorativa. Per questo comprendere quali sono quelle attività che ci appassionano e ci rendono felici, elencando quali sensazioni, emozioni e pensieri suscitano in noi, è il primo passo verso un vivere più deliberato. Inoltre, è necessario pensare cosa ci impedisce di raggiungere situazioni ottimali, provando a rimuovere tutti i relativi ostacoli. Sono forse le notifiche provenienti dai social media? Forse il continuo squillare del telefono? E’ la presenza di quel collega? Ogni particolare conta, al fine di creare un ambiente che possa favorire una esperienza ottimale.

Quindi, ogni tecnologia che ci rende passivi e ci fa perdere attenzione deve essere allontanata. La forza di una esperienza ottimale, di un flusso, sta nella sua intenzionalità. Dovremmo chiederci anche, cosa favorisca le nostre esperienze più autentiche. Un affidabile collaboratore? Uno specifico momento della giornata? L’utilizzo di un preciso strumento? Rimuovere gli ostacoli, ricercare tutto ciò che favorisce una esperienza ottimale è come preparare il terreno. E’ definire le regole del nostro gioco. Così, grazie a scelte deliberate possiamo riconoscere le condizioni ideali che rendono il nostro presente migliore, più intenzionale.

Cosa ti aiuta ad avere esperienze ottimali?

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