Coraggio

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Trovo che il valore di questa parola venga spessa malinteso. Coraggiose vengono considerate le persone senza paure, che dicono di non averne o le quali si atteggiano come impavidi. In alcuni casi, i coraggiosi vengono confusi con gli ostinati, con i senza cervello, con coloro che non sanno accettare.

Immersi nella loro coerenza e nelle loro convinzioni, che considerano assolute, si esibiscono in comportamenti guidati solo dai loro istinti, dalle loro passioni, dalle loro ideologie totalizzanti e implicitamente totalitarie. Le loro azioni “coraggiose” celebrano il loro narcisismo, il loro ego.

Il coraggio viene costantemente frainteso con l’eroismo. L’eroismo è un termine pieno di coraggio, ma l’eroe è un coraggioso che ha avuto intorno a sé persone che abbiano assistito alle sue gesta, persone che abbiano raccontato le sue azioni.

L’eroe è semplicemente un coraggioso su un palcoscenico. Costruito intorno a lui o su cui si stava esibendo.

Proprio per questo nel nostro piccolo, nel nostro quotidiano siamo più coraggiosi di quanto possiamo immaginare, di quanto si possa raccontare, siamo spesso eroi senza una platea.

Quando una persona è coraggiosa?

Vi sono esempi di coraggio ovunque. Non se ne parla, sono storie di cui non si racconta e di cui spesso non si vuol parlare. Persone che combattono malattie e disgrazie con un sorriso. Donne e uomini che regalano il proprio tempo a chi ne ha bisogno, senza chiedere nulla in cambio. 

Persone che accettano la condizione umana, fatta di incertezza e sofferenza. Le quali esprimono gratitudine in ogni loro gesto, semplicemente perché vive, perchè si sentono parti integranti del mondo.

C’è un coraggio interiore, spesso sottovalutato e non narrato. Il coraggio di accettare la nostra situazione umana giorno per giorno. Quello di dare il benvenuto alle nostre paure e alle nostre incertezze come parte di un cammino più vasto, ancor più sconosciuto.

Questa comprensione dell’essere umano, questo coraggio nell’accettare la condizione umana è un azione potente, transformativa, portatrice di azioni compassionevoli, pensieri umili, idee universali. 

Questo è per me il vero coraggio. Il più autentico.

Quando ti hanno detto “sei stato coraggioso…” ?

Questo coraggio interiore, questa spinta interna diretta verso il mondo, crea valori. Crea comportamenti orientati non verso l’ego, bensì verso gli altri. Questo spirito coltivato nel quotidiano tra i nostri pensieri e le nostre riflessioni, sviluppa un coraggio civico.

Un coraggio diretto al miglioramento della condizione della civiltà umana, dell’umanità.

Un coraggio civico, con il quale si sfida l’impopolarità con gesti spontanei e sentiti, si ricerca il vero credendo nella giustizia.

Si diventa più responsabili quando si ha la capacità di accettare.

Uomini e donne che hanno il coraggio di vivere responsabilmente, consapevoli del peso della condizione umana. Capaci di riconoscere l’altro e di riconoscere la vita come valore universale che non può essere schiacciato da nessun’altro ideale o convinzione.

Diamo per scontata la nostra condizione umana, senza essere consapevoli del coraggio necessario per affrontarla giorno dopo giorno.

Oggi, quando hai avuto coraggio?

Continua a farti domande…

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